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Labirinti elettronici
Autore: Anna Antoniazzi
Editore: Apogeo
[recensione dal Mucchio Selvaggio di aprile]
Labirinti elettronici non è un gioco ma un bellissimo libro che esplora il rapporto tra “letteratura d'infanzia e videogame”. L'autrice, Anna Antoniazzi (ricercatrice presso la cattedra di letteratura per l'infanzia all'Università di Bologna), vuole col suo libro mostrare che i videogiochi non sono creatori di zombie sociopatici, teledipendenti e violenti come sostengono i loro detrattori, ma che anzi essi affondano le loro radici nel medesimo humus mitopoietico da cui traggono le proprie origini la letteratura per ragazzi e le fiabe della tradizione. Analizzando giochi del calibro di Ico, Final Fantasy, Myst, Legend of Zelda, ecc., Antoniazzi mostra come in essi si riscontrino i medesimi personaggi, i medesimi luoghi archetipici presenti nelle fiabe: il labirinto, l'antro/grotta, l'eroe, lo specchio, la soglia, il travestimento, l'iniziazione, ecc. Tutti questi elementi che sono classici delle fiabe, rientrano anche nei videogiochi non in maniera casuale , ma come fondanti un vero e proprio nuovo medium narrativo che non si contrappone in quanto tale alle forme tradizionali come il libro o il cinema, ma al contrario le fonde e le completa. Non è un caso che l'autrice, alla fine del volume, affermi che: «La coesistenza di una crescente pluralità di media porta alla inevitabile comparsa di narratori che, uscendo dalla monomedialità della scrittura, si cimentano in più linguaggi: dal fumetto al cinema, alla musica, spettacolo in genere. Non si tratta esclusivamente di realizzatori di videogame, ma di personaggi che hanno, come il videogiocatore consapevole, la capacità di muoversi da uno strumento narrativo all'altro, da un tipo di racconto ad un altro, senza mai far perdere efficacia e fascino alle loro storie. Profondi conoscitori del proprio tempo, questi autori che mi piace definire “multimediali”, sono, più di altri, capaci non solo di attivare simboli e metafore, ma anche di evocare e trasmettere emozioni. Autori che, al di là dei singoli schemi di riferimento, sanno rinnovare e perpetuare la potenza degli antichi narratori». Non è dunque un caso che autori di successo come Tom Clancy, come Peter Jackson, come James Cameron, escano dai propri confini letterari o cinematografici per considerare il videogioco non mero gadget, ma elemento strutturalmente coinvolto nella costruzione delle rispettive storie. Molto importante anche la definizione di “videogiocatore consapevole” che, al di là delle strumentalizzazioni della stampa e delle iperboli della ludologia, è destinato a diventare una categoria con cui chiunque voglia parlare seriamente di videogiochi dovrà fare i conti.






Recensione di DEVIL MAY CRY 4 da Alias del 22 marzoDevil May Cry 4
Capcom/Halifax (Ps3/Xbox360) € 76,99-68,99
Ritorna Devil May Cry e stavolta con la magia del primo episodio. Come sempre la semplicità del gameplay si unisce alla spettacolarità e varietà delle combo ad un ambiente grafico affascinante suddiviso fra ambienti naturali lussureggianti e architetture barocche e ad una storia intricata ma plausibile. Aumenta ancor più l'appeal la presenza del giovane Nero, il nuovo coprotagonista. Nero fa parte di un ordine religioso che sostiene di voler debellare i demoni ma in realtà ne utilizza il potere per dominare. A Nero però preme il destino di Kyrie, la fidanzata rapita da Sua Santità – il capo dell'ordine – per nutrire con l'anima una sorta di pseudo-angelico automa gigante. Dante, che inizialmente Nero combatte credendolo un demone, dovrà salvare entrambi e mettere fine alle ambizioni dell'ordine. Riabbassato il livello di difficoltà (salvo mettere a disposizione livelli più elevati come bonus) ed eliminate le incongruenze pseudo-tecnologiche del terzo episodio, DMC4 ritorna ad unire successo e plauso di critica.
Giudizio: Classico
Recensione di BURNOUT PARADISE da Alias del 22 marzoBurnout Paradise
Criterion/Electronic Arts (Ps3/Xbox360) € 74,90/73,90
C'è un nuovo titolo di riferimento tra i giochi di corse automobilistiche: Burnout Paradise. Per quanto sia l'ennesimo capitolo di una nota serie, Paradise si stacca da essa e propone un originale gameplay all'insegna della libertà assoluta. A disposizione abbiamo un'intera area urbana – inventata ma plausibile – che si distende dal mare alla montagna: Paradise City. Ascoltando l'omonima canzone dei Guns'n'Roses sui titoli di testa e poi un'ottima colonna sonora presentata dalla DJ Atomica (stupendamente doppiata), giriamo per quest'enorme area (l'impostazione è arcade per la guida e simulativa per la fisica) con la possibilità di andare semplicemente a zonzo ed esplorare ogni vicolo. Però se vogliamo sbloccare nuove auto dobbiamo vincere le gare che ci si presentano praticamente ad ogni incrocio e che si dividono in: velocità, stunt ed inseguimento. Inevitabili gli schianti: vedere al rallentatore ed in gran dettaglio come s'accartoccia l'auto ci fa decisamente gioire che si tratti solo di un gioco!
Giudizio: Classico
Recensione di RIS - DELITTI IMPERFETTI da Alias del 22 marzoRIS: Delitti Imperfetti
Artematica/Digital Bros (Pc) € 37,99
Artematica, lo studio italiano specializzato nel convertire in giochi fumetti di successo (pensiamo al recente Diabolik) si cimenta stavolta in una produzione televisiva. Col supporto degli autori della serie proposta da Mediaset, Artematica realizza un'avventura incentrata su un'indagine che si colloca tra seconda e terza stagione. Il personaggio che controlleremo è il capitano Venturi, che dovrà interagire con gli altri e raccogliere indizi sulle scene di quattro delitti apparentemente slegati che si riveleranno opera di un unico serial killer. Questa parte è dotata di una buona grafica fissa dall'alto e il gameplay è il classico punta e clicca. Una volta nel laboratorio occorre invece esaminare gli indizi con la strumentazione adeguata e qui si apre la fase dei minigiochi: sostanzialmente giochi logici e/o di memoria. Pensato per i “casual gamers”, si tratta di un gioco di difficoltà bassa (fatta eccezione per i minigiochi) e relativamente breve.
Giudizio: Bello







