Ossessioni e contaminazioni

Queste sone le mie ossessioni: musica, libri, videogiochi ed altre contaminazioni

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venerdì, 18 maggio 2007

E continuiamo con i video delle canzoni della mia vita:
War - Bruce Springsteen

Avalon - Roxy Music

Luka - Suzanne Vega

Bandito senza tempo - Gang

Contessa - Modena City Ramblers

Il testamento di Tito - Fabrizio De André

My Girl - Hoodoo Gurus

Volunteers - Jefferson Airplane

Eleanor Rigby - The Beatles

You Can't Always Get What You Want - Rolling Stones

Losing My Religion - R.E.M.

Rattlesnakes - Lloyd Cole and the Commotions

Cold Day In July - Dixie Chicks

postato da: st2wok alle ore 11:11 | link | commenti
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mercoledì, 16 maggio 2007

Altre canzoni della mia vita:
Have a Little Faith in Me - John Hiatt

Walking on the Water - Motorpsycho

Bat Out Of Hell - Meat Loaf

Ratamahatta - Sepultura

Mother - Danzig

Every Breath You Take - The Police

Sunday Bloody Sunday - U2

Otherside - Red Hot Chili Peppers

Teardrop - Massive Attack

Rockin' In The Free World - Neil Young and Crazy Horse

London Calling - The Clash

 
postato da: st2wok alle ore 20:39 | link | commenti
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Della serie LE MIE CANZONI FAVORITE 

e

Trent Reznor in my mind!
postato da: st2wok alle ore 12:42 | link | commenti (2)
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venerdì, 11 maggio 2007

BUDDY GIOVINAZZO La lunga notte di Berlino (Meridiano zero)

recensione dal Manifesto del 4 aprile 2007

Berlino, settembre 1995. In una città riunificata di recente, in una nazione riunificata di recente, c'è tanto da ricostruire e quindi tanti cantieri da aprire, tanti affari da fare. E non basta che si contendano gli appalti la mafia russa e quella turca. I Franchise, clan mafioso del New Jersey, decide di ampliare le proprie attività oltreoceano e di accorrere in aiuto ad un clan turco serrato dalla malavita russa, grazie al collegamento concesso dalle origine turche della moglie del capo, Riccardo Montefiore. Il motivo non è ovviamente unicamente umanitario: una volta eliminata la concorrenza russa è intenzione dei Franchise soppiantare i turchi ed appropriarsi direttamente della gestione degli appalti.

Questa l'ambientazione di La lunga notte di Berlino di Buddy Giovinazzo, scrittore, regista e produttore di New York pubblicato di recente da Meridiano Zero (319 p., € 15) dove seguiamo la vicenda attraverso gli occhi di Tony, uno dei due “soldati” di Montefiore inviati in terra tedesca per dare manforte all'imprenditore turco Yossario. Appena arrivati, Tony ed il suo “collega” Hardy, senza neppure sapere una parola di tedesco, vengono portati da Vita, il figlio di Yossario, nella casa dei rivali russi a farne strage. Durante la perlustrazione Tony incappa in una ragazzina terrorizzata che decide di lasciar andare per una sorte di proprio codice morale che gli proibisce di uccidere i civili. Viene però intercettata da Hardy che la ferisce gravemente costringendo Tony all'unica opzione “pietosa” di darle il colpo di grazia. Da quel momento tutto inizierà lentamente a scivolare verso il peggio.

Hardy viene “iniziato” da Heinrich, il prestanome tedesco dell'azienda di Yossario, ai club specializzati in perversioni sessuali tra cui la prostituzione minorile. Non riuscendo a far accettare tale sua nuova passione da Tony, Hardy si trova nuovi amici naziskin solo per scoprire come riescano a mandargli in malora una spedizione punitiva contro un ufficiale della polizia tedesco. A monitorare l'operazione tedesca arrivano a Berlino lo stesso Montefiore con tutto il suo staff, moglie compresa, ma col pretendere di far funzionare le cose nello stesso modo che negli Stati Uniti (meno salari e più intimidazione) si ritrovano presto a dover fronteggiare una rivolta degli operai. I mafiosi russi, dopo il primo smacco, ammazzano prima per rappresaglia due nipotini di Yossario e poi elementi chiave del team di Montefiore, mentre la polizia inizia a indagare sul cantiere.

Nonostante tutte le vicende esplodano sovente in parossismi di violenza degni di uno splatter, la narrazione è focalizzata su Tony il cui malessere per l'uccisione della ragazzina russa viene approfondito dall'improvviso innamoramento per un'infermiera berlinese. Egli rifiuta in diverse occasioni di compiere gli omicidi che gli vengono commissionati (cadendo così in disgrazia presso il suo clan) e invece progetta di fuggire con l'amata a Praga. Senonché in mezzo ci si mettono sia il clan russo, sia quello turco che, assai meno sprovveduto di quanto potesse apparire all'inizio, ha fatto intervenire la mafia americana solo perché si scannasse con quella russa lasciando il campo libero.

La complessità dell'intreccio si aggroviglia con la presentazione della vita di Tony, tra flashback e forward che con l'approssimarsi della conclusione si fanno sincopati e privi di soluzioni di continuità, dalla difficile convivenza con un padre mentalmente disturbato, dai primi passi nella violenza della criminalità organizzata fino al lento sgretolarsi della sua visione del mondo nell'atmosfera aliena di Berlino. Ma se questo significa non eccessiva scorrevolezza di lettura da una parte, dall'altra alla fine vediamo come un romanzo che poteva sembrare scontato riesca a mettere problematicamente fianco a fianco due/tre visioni (criminali) del mondo dove alla fine – proprio come succede alla “normale” ideologia di potenza americana – quella statunitense, dopo essersi illusa di poter velocemente sistemare le cose, deve invece tragicamente cedere il passo.

postato da: st2wok alle ore 08:29 | link | commenti (1)
categorie: giovinazzo